Finissimo conoscitore di lingue morti e viventi, l'autore del Signore degli Anelli non si è limitato ad inventare nuovi nomi per i suoi luoghi e personaggi: ha dato vita a una lingua complessa, dotata di regole precise, di una grammatica e di chiare proprie origini. Andiamo a conoscere qualche nome ricorrente nell'intera trilogia di Tolkien!

ARAGORN La natura regale è sancita dal prefisso ar- o aran- che compare nei nomi di persone o cose legati alla nobilità o al governo. L'umano della Compagnia dell'Anello sembra aver impresso nel proprio nome anche l'unione dei reami di Arnor e Gondor che governa.

ARWEN La principessa elfica ha un nome che unisce il prefisso ar- già incontrato alla desinenza -wen, che viene da gwen e, come nel greco gynè o l'inglese woman, significa "ragazza, donna". Il suo nome dunque sta per "fanciulla regale".

BALROG Per designare la creatura contro cui combatte Gandalf, Tolkien dice di aver tradotto dal termine in lingua quenya Valarauko che significa "demone potente". Da notare che Val, parola che indica "potere", diventa Bal. Il passaggio dalla V alla B è usuale nello spagnolo e anche in sardo, dove il termine balente designa un intrepido, uno che fa sfoggio della sua forza. Ma anche nell'inglese arcaico Baldor significava "coraggiosissimo" e designava il Sovrano (lo scrittore usa proprio questo nome per il figlio di un Re di Rohan).

BILBO Lo hobbit che in gioventù è stato coinvolto da Gandalf nel furto dell'Anello a Gollum possiede uno stiletto magico. E il suo nome sembra provenire proprio dalla città di Bilbao, famosa per le spade.

ELROND Mastro Elrond detto anche Elrond Mezzelfo è un saggio della Terra di Mezzo il cui nome significa "volta stellata". Rond rimanda alla forma rotonda e qiundi indica la copertura arcuata del cielo. El sta per "stella": il termine deriverebbe infatti dall'esclamazione ele ("guarda!"), espressa quando per la prima volta gli elfi videro il cielo stellato. Emerge qui l'idea di una parola che nasce come atto di visione, di una comunicazione che è anche una froma di contemplazione e di comunione. Non è un caso forse che, nella lingua biblica, El indichi la divinità. In ogni caso El è termine tipicamente elfico (Eldar è detto il "popolo degli Elfi", Galadriel è la regina che unisce il suffisso -el al termine galadh, "albero").

ENT I grandi alberi parlanti hanno il nome che nell'inglese arcaico designava il "gigante".

EOWYN La nipote del re Theoden di Rohan è tanto femminile nei sentimenti (quando s'innamora di Aragorn) quanto maschile nei comportamenti (quando si traveste da uomo e combatte). Non per nulla ha un nome che accosta due antichi termini inglesi: eh ("cavallo da guerra") e wyn ("delizia"). Potrebbe forse significare "cavallerizza", ma Eowyn sembra piuttosto riflettere una natura che ne cela un'altra. Questa ipotesi è confermata anche dal nome di battaglia che la ragazza adotta: Dernhelm, infatti, significa "elmo della segretezza" in inglese arcaico.

FRODO Lo hobbit che, nella Compagnia, ha il compito di portare l'Anello (da cui il cognome Baggins, con l'idea di un bagaglio da trasportare), ha un nome che deriva dall'inglese antico freoda "protettore", o dall'aggettivo frod "saggio, prudente". Il nome Froda ricorre anche nel Beowulf, primo poema europeo in lingua volgare anglosassone, scritto più di mille anni fa, che racconta della lotta di un eroe, Beowulf appunto, contro un drago, ma anche contro i suoi fantasmi interiori. Non va dimenticato poi che, nella scelta del nome Frodo, un fine linguista come Tolkien sa che c'è un rimando alla radice indoeuropea da cui derivanoi termini frei e free che, in tedesco e inglese, espriomono l'idea di libertà, ma anche le parole friend e freund che rimandano invece al motivo dell'amicizia. Ed è proprio una battaglia di libertà compiuta in compagnia di amici, quella di Frodo.

GANDALF In islandese Ganndalf significa "elfo stregone". Non solo da "grigio" si trasforma in "bianco", ma, a seconda dei luoghi e delle circostanze, ha diversi nomi e ognuno dice qualcosa di lui. Olòrin sta per "spirito profetico, spirito diabolico" (come nel tedesco arcaico Alarun e nell'antico norvegese Olrun). Un altro nome, Mithrandir, mette insieme Mith, "grigio" (forse perchè sta nel mezzo tra bianco e nero), e ran, "vagabondare" (come nell'italiano "randagio"). Per un altro nome con cui è conosciuto, Icànus, Tolkien stesso suggerisce la somiglianza con il termine latino che indica una persona con i capelli bianchi ("canuto").

GOLLUM Lo hobbit mutato dal potere dell'Anello in realtà si chiamava Smeagol. Più che di una dissociazione schizofrenica, sancita dal doppio nome, va notato che il suffisso di un nome diventa il prefisso dell'altro: come un gioco di specchi e una rivelazione della possibilità che ogni creatura ha di essere, per così dire, "rovesciata" dalle circostanze.

ISENGARD Il nome della fortezza di Saruman viene dai due antichi termini inglesi che indicano un cortile (gard) e ferro (isen). Secondo Ruth S. Noel, il quale ha studiato a fondo la mitologia del Signore degli Anelli: "Tolkien usa gard combinando insieme il significato di garde ("guardia" in francese antico) e geard ("luogo chiuso" in inglese arcaico) per indicare un luogo che è al tempo stesso un recinto e una fortezza".

LOTHLORIEN Lo scrittore dice che il termine per indicare la contrada governata da Galadriel viene dalle parole elfiche Loth ("fiore") e Lorien ("giardino"). Ma sembra evidente nel prefisso anche un richiamo mitologico ai fiori di loto e all'effetto di oblio pacificannte che producono.

MERIADOC Il nome di questo hobbit -dice Tolkien- è la traduzione inglesizzata di Kalimac. Se kali in elfico significa "felice", lo scrittore utilizza la parola corrispondente in lingua inglese (merry). E segnala con questo una caratteristica del personaggio.

PIPINO E' il soprannome di Peregrino Tuc, hobbit della Compagnia dell'Anello. La statura non eccelsa del personaggio ricorda quella dello storico Pipino il Breve, re carolingio (1714 - 1768) che combattè contro i longobardi. Il nome Peregrino rimanda al desiderio di viaggio e al motivo del percorso da compiere per portare al termine l'impresa della distruzione dell'Anello.

SAM O meglio Samwise. Anche in questo caso secondo Tolkien il nome è la traduzione di Banazir: Ban ("semi", "metà") diventa per assonanza Sam, mentre Zir ("saggio") è tradotto letteralmente con wise. Il nome segnala il percorso di formazione e di acquisizione di sapienza e maturità che lo hobbit dovrà compiere durante il viaggio.

SARUMAN Unisce l'inglese arcaico searu (che indica "astuzia", ma anche "congegno"), a man ("uomo"). Il cattivo è dunque un uomo subdolo, ma anche abile legato alla tecnologia. E' lui infatti il frankensteiniano manipolatore che crea, con un'ingegneria genetica ante litteram, delle mostruose macchine da guerra.

SAURON Gli elfi lo chiamano Gorthaur. Questo termine significa "l'Aborrito" o meglio "Spavento abominevole". Nella radice gor infatti c'è l'idea di spavento, di orrore, di sangue (e infatti l'horror cinematografico più estremo si definisce gore).

SMEAGOL Già nel nome Smeagol si può intuire un destino di corruzione (smeah in inglese arcaico significa "penetrante, strisciante" come il serpente della tentazione). Non è da escludere un riferimento al norvegese smyge che significa "rubare" (e a cui si rifà il nome del drago Smaug) e all'inglese antico smygel che vuol dire "tana" (Smial è anche il nome di una dimora di hobbit).

 

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